lunedì 20 maggio 2019

Recensione: "Vite rubate" di Monica Lombardi

Buongiorno a tutti, readers! Oggi Samantha mi ha lasciata al comando e ora posso mettere in atto il mio diabolico piano per conquistare il mondo. Muahahahahahah! Okay, la smetto e torno seria. Come molti di voi sapranno collaboro col blog principalmente per la rubrica It's time to play, tuttavia fino ad un paio di anni fa ero una lettrice piuttosto vorace e, nonostante il poco tempo non mi permetta di leggere tutti i libri che vorrei, non riesco a rinunciare alla lettura. Di conseguenza ogni tanto potrebbe capitarvi di leggere una mia recensione. Ma bando alle ciance, oggi sono qui per parlarvi di Vite Rubate, il nuovo libro scritto dalla fantastica penna di Monica Lombardi.


Titolo: Vite rubate
Autore: Monica Lombardi
Editore: Spinnaker
Pagine: 254
Prezzo: € 3,99
Data d'uscita: 17.05.2019
Paula Wellman è una donna sola e un’agente FBI. Sa bene che si tratta delle due facce della stessa medaglia, come sa che il fatto di non avere famiglia le fa guadagnare un viaggio in Alaska alla caccia di un tenue collegamento tra l’esplosione di un’auto in cui è morta un’adolescente e un cold case. Sa anche che molti dei suoi colleghi maschi non mandano giù il fatto di dover lavorare con una donna, forse anche Dan Fusco, l’agente che viene esiliato al freddo insieme a lei.
Dopo che la moglie Adele è morta in circostanze mai del tutto chiarite, la vita di Zachary Walsh e della figlia Alice è stata sconvolta e Zach sta cercando di riscriverla. Per farlo ha messo quanti più chilometri possibile tra loro, un trauma doloroso e un passato per certi versi scomodo, e ha scelto di trasferirsi a Willow, dove abita la sorella della moglie e dove si muove Sam Pitka, il protagonista della sua fortunata serie di gialli.
Zach non è felice di vedere l’FBI presentarsi alla sua porta e di essere di nuovo sotto la lente investigativa.
Paula si trova spiazzata di fronte a un uomo che sembra non fare nulla per allontanare da sé i sospetti.
Attorno a loro un gruppo di adolescenti ribelli, annoiati, che raccolgono e rilanciano sfide e delusioni, e l’inverno dell’Alaska alle porte, pronto a coprire tutto con il gelo della sua neve.
Tornando al mondo di Mike Summers, il poliziotto di Atlanta protagonista della sua prima serie, Monica Lombardi tratteggia un giallo raffinato che si intreccia a una storia familiare di rapporti fragili, danneggiati, forse vicini al dissolvimento. Il tutto in un’Alaska fatta di boschi sconfinati, stellate che tolgono il fiato e abitazioni isolate, un’ambientazione unica che sentirete sulla e sotto la vostra pelle.
VOTO:
★★★★
RECENSIONE
Prima di iniziare ci tengo a precisare che, pur essendo questo uno spin-off del mondo di Mike Summers, non è assolutamente necessario aver letto i libri precedenti per godersi la lettura. Chi mi conosce sa bene quanto mi piaccia provare a risolvere i misteri per conto mio, seguendo gli indizi che l'autore, autrice in questo caso, lascia disseminati tra le pagine come molliche di pane. Il fatto che per me Monica Lombardi sia la Regina italiana del romantic suspence dovrebbe lasciarvi intuire quel che penso dei suoi romanzi. Anche questa volta è riuscita a catturarmi fin dalle primissime righe perché il bisogno di sapere, di capire, quel che stava accadendo mi hanno spinta a divorare il romanzo in poco più di due giorni nonostante gli impegni lavorativi. La mia mente è partita subito in quarta iniziando a cercare possibili indizi tra le righe, prendendo in considerazione e poi scartando svariate ipotesi. Forse è proprio per questo che alla fine non sono rimasta stupita sull'identità dell'assassino: più proseguivo nella lettura e mettevo insieme i pezzi del puzzle, più mi convincevo di avere ragione. E così è stato. Ma questo non significa assolutamente che le risposte siano state facili da trovare, anzi tutto il contrario. Per buona parte del romanzo mi sono chiesta quali fossero le reali motivazioni alla base di tutto e alla fine posso ritenermi più che soddisfatta da questa lettura. La trama è, come sempre, ben strutturata e piena di colpi di scena, complessa, intricata e mai scontata. Nulla è stato lasciato al caso, anche il più piccolo ed insignificante dettaglio alla fine trova il suo perché. La parte romance si lega molto bene alla parte investigativa, tanto da farmi dimenticare lo scorrere del tempo all'interno della storia. La presenza dei flashback e del diario di Alice hanno reso la lettura ancora più interessante, permettendomi di capire meglio sia alcuni avvenimenti cruciali, sia i pensieri di quest'ultima e, lasciatemelo dire, sono stati un colpo al cuore. Il pov multiplo in terza persona mi ha permesso di immedesimarmi meglio nei vari personaggi, benché la maggior parte dei capitoli siano raccontati da Paula e Zach. Ce ne sono stati un paio che mi hanno messo addosso una curiosità pazzesca, devo essere sincera. L'ambientazione è da mozzare il fiato, specialmente i riferimenti al cielo stellato dell'Alaska, perché poter osservare le stelle è una cosa che mi fa impazzire. La neve ha un certo fascino e ha reso alcune scene davvero pazzesche, soprattutto verso la fine del romanzo. Sì perché Paula Wellman non ha di certo deluso le mie aspettative, ma Zachary Walsh ha sicuramente fatto breccia nel mio cuore. Colpita e affondata. Non voglio fare spoiler, ma lasciatemelo dire: wowPaula è una donna forte, determinata, qualificata e preparata ad affrontare le situazioni più disparate, non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno e, soprattutto, non ha bisogno del principe azzurro in sella al cavallo bianco. È abituata al giudizio maschilista dei colleghi e nonostante questo non si è mai lasciata abbattere anzi, si è sempre rimboccata le maniche per dimostrare il suo valore. Insomma, per me un vero esempio da seguire. Chi mi conosce sa che amo le protagoniste badass e, a mio avviso, queste sono uno dei punti di forza dei romanzi di Monica. Di certo quello che la nostra agente non si aspetta è di trovare un uomo come Zach sulla sua strada, nonostante sia proprio lui il motivo per cui i due agenti FBI vengono mandati a Willow, un piccolo paesino dell'Alaska distante solo qualche ora di auto da Anchorage. Ed è proprio Zach la vera rivelazione di questo romanzo: scrittore asociale, vedovo, in rotta con la figlia, indagato per omicidio e, di conseguenza, possibile dinamitardo. Però allo stesso tempo è sarcastico, affascinante, intelligente e parecchio intuitivo. Insomma, un personaggio davvero molto sfaccettato e davvero molto intrigante. Ma è davvero lui l'assassino che Paula e Dan stanno cercando?
Se dare la colpa a me ti facesse stare meglio ti direi prego, accomodati, continua pure. Ma la verità è che credo ti faccia solo stare peggio.
Intorno a loro si muovono un certo numero di personaggi, in primis Dan, Sam ed Alice. Daniel Fusco è l'agente FBI che, insieme a Paula, indaga sulla morte di una giovane adolescente. A differenza degli altri colleghi non ha problemi a lavorare fianco a fianco con una donna, per giunta più giovane di lei. Un punto a suo favore. È sarcastico e riflessivo, forse un po' stacanovista, ma comunque è una persona di cui ci si può fidare. Due punti a suo favore. Samantha Bennington è la cognata di Zach e in un paio di occasioni mi si è stretto il cuore per lei. Pretendo un finale con i fiocchi, capito Cru? Cru è il diminutivo di Crudelia, il soprannome di Monica dai tempi di Vertigo. Dicevo, sono entrambi dei personaggi ancora da scoprire e li shippo un sacco. Dulcis in fundo, Alice Walsh, la figlia ribelle di Zach. Sicuramente è un personaggio sfaccettato, ma come tutti gli adolescenti non è poi così difficile da capire: è arrabbiata col padre, ma allo stesso tempo sente la sua mancanza. La sua e quella della madre. Purtroppo la morte di Adele Walsh ha lasciato un solco indelebile dentro la figlia, una ferita che ha bisogno di tempo per rimarginarsi e guarire completamente. Oltre a loro avremo modo di conoscere altri personaggi, principalmente i compagni di scuola di Alice e Cole Murdoch, lo state trooper di Willow. Vorrei dire due paroline su quel "dolce fiore di campo" che è Matt Brenner, ma purtroppo sono costretta ad auto-censurarmi per motivi di educazione. In ogni caso vorrei fare una menzione speciale a Mike Summers e Julia Dunhill: è stato davvero bello rivederli in un paio di scene.
Come sempre Monica è per lo show don't tell quindi non si perde mai in lunghe descrizioni, preferendo essere concisa e arrivare dritta al punto. Racconta tutto attraverso gli occhi e le sensazioni dei protagonisti in maniera diretta, talmente vivida da sembrare reale. Il modo in cui tesse le trame delle sue storie per me è qualcosa di eccezionale, nulla viene lasciato al caso, mai. Il ritmo è meno serrato rispetto ad altri suoi libri, ma non per questo è meno coinvolgente e il suo stile unico mi permette di immergermi completamente tra le pagine senza mai annoiarmi. Nonostante questo i capitoli finali sono molto più pressanti, la necessità di trovare l'assassino è talmente forte da essere quasi palpabile, lasciando al lettore più attento una chicca davvero geniale.
In conclusione non posso far altro che consigliare Vite rubate a tutti coloro che amano i gialli ben strutturati, ma con un pizzico di romance.

Detto questo, non mi resta che salutarvi e lo faccio con una domanda: conoscete Monica Lombardi? Se la vostra risposta è positiva, mi piacerebbe molto conoscere la vostra opinione. Se è negativa be', che cosa state aspettando? ;)
Alla prossima,
Bontix

2 commenti:

  1. Grazie Bontix per avermi fatto rivivere il romanzo in questa recensione! Io mi sono innamorata di questi personaggi, sono contenta che abbiano fatto lo stesso effetto a te.
    E se i lettori del blog che non mi conoscono hanno delle domande, sono qui.
    Buone letture a tutti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per tutte le emozioni che, immancabilmente, mi regali. ❤

      Elimina